Mese: febbraio 2017

Alta Motors Dirt Tracker Concept

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Concepita dalla start-up di moto elettriche Alta Motors fondata nel 2007, che è riuscita a raccogliere oltre 17 milioni di dollari dai finanziatori (tra questi i co-fondatori di Tesla, Marc Tarpenning e Martin Eberhard), la concept Dirt Tracker è un piccolo gioiello che molto farà discutere. Il motore elettrico secondo le prime informazioni trapelate dovrebbe avere l’equivalente di 40 cavalli, 162 Nm e un’autonomia di almeno 80 km, il pacco batterie dovrebbe essere da 5,8kWh, con un ciclo di ricarica di due ore e mezza da rete a 220V. La moto dovrebbe debuttare il 10 febbraio al The One Moto Show di Portland. Pur essendo ancora una concept, il team di Alta Motors non ha badato a spese per i componenti: i cerchi ruota sono preziosi BSR in fibra di carbonio da 19″ mentre le sospensioni sono della White Power, di gran classe anche la pinza freno Brembo con attacco radiale all’anteriore. Un gioiello tecnologico ed ecologico che permette di muoversi con stile nella giungla d’asfalto di tutti i giorni.


Conceived by the young start-up of electric motorcycles Alta Motors, which raised more than $17 million from contributors (including the Tesla co-founders, Marc Tarpenning and Martin Eberhard), the Dirt Tracker concept is a little gem that will be on people mouth. The electric motor, according to the first leaked information, should have the equivalent of 40HP, 162 Nm and a range of at least 80 km, the battery pack should be 5.8kWh, with a charging cycle of two hours and a half from 220V outlet. The bike should debut Feb. 10 at the One Moto Show in Portland. Although still a concept, the Alta Motors team has spared no expense for the components: the wheel rims are valuable BSR carbon fiber 19″ while the suspensions are provided by White Power, top class Brembo brake caliper with front lower mount. A technological and ecological jewel to go around in style in the everyday asphalt jungle.

DeLorean MARTY project

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Gli ingegneri di Stanford hanno costruito una DeLorean a guida autonoma in grado di eseguire drifting stabile e preciso, con ampi angoli, al fine di studiare come le automobili gestiscono situazioni estreme per poter poi arrivare allo sviluppo di protocolli di sicurezza autonomi. I partner Revs Program di Stanford e Renovo Motors hanno quindi presentato l’ultima aggiunta alla flotta di ricerca di Stanford. Soprannominato MARTY – acronimo di “Multiple Actuator Research Test bed for Yaw control” (Attuatore multiplo di ricerca per la prova del controllo di imbardata) – la vettura è già dimostrando di essere un ottimo veicolo per la ricerca da parte degli studenti. Oltre a rendere omaggio al film, Ritorno al futuro, il nome MARTY permette di comprendere meglio i tipi di ricerca da effettuare da parte del team, che è stata determinata principalmente da Jonathan Goh, uno studente laureato in ingegneria meccanica nel Dynamic Design Lab (DDL) del prof. Gerdes. Il controllo elettronico della stabilità, o ESC, è ormai una dotazione nella maggior parte delle auto moderne e permette alla macchina di rimanere entro i confini di una gestione stabile, ad esempio, controllando i freni o addirittura tagliando la potenza del motore in caso di necessità. MARTY è stato costruito in collaborazione con Renovo Motors, una start-up automobilistica con sede nella Silicon Valley che si è specializzata nella costruzione di tecnologie avanzate per veicoli elettrici. Lavorando a stretto contatto hanno fornito al team di Stanford l’accesso a una nuova piattaforma derivata dalla supercar elettrica di Renovo che una straordinaria spinta alle ruote posteriori in una frazione di secondo e che consente un controllo preciso delle forze necessarie alla gestione della derapata. Poiché i sistemi sono tutti gestiti da un’unità computerizzata centrale, il processo di integrazione è stato molto rapido e Goh ed i suoi colleghi sono stati in grado di rimettere su strada la macchina pochi mesi dopo aver eliminato il motore termico originale.

(Estratto da http://news.stanford.edu/2015/10/20/marty-autonomous-delorean-102015/ by Bjorn Carey)

Stanford engineers built an autonomous DeLorean capable of stable, precise drifting at large angles in order to study how cars perform in extreme situations, which could ultimately guide the development of autonomous safety protocols. Partners Revs Program at Stanford and Renovo Motors unveiled the latest addition to Stanford’s research fleet. Nicknamed MARTY – short for Multiple Actuator Research Test bed for Yaw control – the car is already proving to be an excellent vehicle for student-driven research. In addition to paying homage to the movie, Back to the Future, the name MARTY provides insight to the types of research to be carried out by the team, which has been driven primarily by Jonathan Goh, a mechanical engineering graduate student in Gerdes’ Dynamic Design Lab (DDL). Electronic stability control, or ESC, is a feature in most modern cars that ensures that the car stays within the boundaries of stable handling by, for example, applying brakes to certain wheels or even cutting engine power when needed. MARTY was built in collaboration with Renovo Motors, an automotive start-up based in Silicon Valley that specializes in building advanced electric vehicle technology. Working closely together gave the Stanford team early access to a brand new platform derived from Renovo’s electric supercar that delivers 4,000 pound-feet from on-motor gearboxes to the rear wheels in a fraction of a second – allowing precise control of the forces required to drift. Because the systems are all managed by a central API, the integration process was very rapid and Goh and his colleagues were able to get the car back on the road just a few months after pulling the original gasoline engine.

(from http://news.stanford.edu/2015/10/20/marty-autonomous-delorean-102015/ by Bjorn Carey)