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Empulse: fine di un sogno

Victory_Empulse_TTNata con il marchio Brammo che l’ha progettata e messa in produzione e poi ceduta nel 2015 al gruppo Polaris che l’ha inserita come elettrica nel listino del marchio Victory la Empulse è uno di quei casi in cui un bel progetto finisce nel modo più inglorioso possibile. Entrata in produzione nel 2013 era l’avversaria della Zero Motorcycles. Quando poi Polaris acquisì tutta la produzione il potenziale era notevole, le speranze che un costruttore di moto tradizionali avrebbe messo capitali ed ingegneria tanto necessari nelle moto elettriche per abbassarne il prezzo e semplificarne la difusione erano davvero elevate. In realtà il prodotto non è più stato sviluppato e, nonostante successi sportivi di categoria (2° posto assoluto alla Pikes Peak 2017), la moto pare destinata a lasciare i listini Victory (anche il marchio pare destinato a chiudere dopo 18 anni di attività), infatti il costruttore offre la moto a circa 16.000 dollari in modo di finire le scorte rimanenti di Empulse TT. Polaris ha dichiarato che fornirà i ricambi e supporto in garanzia per 10 anni dopo che la linea di produzione della Victory verrà smatellata. Un vero paccato che la Empulse non sia riuscita ad evolvere e rimanare sul mercato.

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Jaguar E-Type Zero: EVergreen

2017_jaguar_e-type_zero_extJaguar presented an all electric restomod E-Type at the Jaguar Land Rover Tech Fest early in September 2017. The car is totally original in specification, apart from its modern powertrain and modified instrumentation. The electric powertrain developing 220kW has been specially designed for this car. Its lithium-ion battery pack has the same dimensions, and similar weight, to the XK six-cylinder engine used in the original E-type and placed in precisely the same location as the XK engine. The electric motor (and reduction gear) lies just behind the battery pack, in the same location as the E-type’s gearbox. A new propshaft sends power to a carry-over differential and final drive. The car is 46kg lighter than the original E-type. The E-type Zero has a range of 270km thanks to the low weight and good aerodynamics. It uses a 40kWh battery, which can be recharged from home overnight (in 6-7 hours, depending on power source). The Jaguar E-type Zero not only drives and looks like an E-type, it also offers outstanding performance. It’s quicker than an original E-type: 0-100km/h in only 5.5sec! More info at: Jaguar.com

E-Type Zero_engine_EVJaguar ha presentato un esemplare elettrico di E-Type al Jaguar Land Rover Tech Fest all’inizio di settembre 2017. L’automobile è un restauro totalmente originale nelle specifice, eccezion fatta per motore e strumentazione modificata (digitale). Il motore elettrico sviluppa 220kW ed è stato appositamente progettato per questa vettura. La sua batteria agli ioni di litio ha le stesse dimensioni e un peso simile al motore a sei cilindri utilizzato in origine ed è collocato nella stessa posizione del motore XK. Il motore elettrico (e riduttore) si trova proprio dietro la batteria, nella stessa posizione del cambio della Type-E. Un nuovo albero di trasmisione invia al differenziale. L’automobile è 46kg più leggera dell’originale E-type. L’E-type Zero ha un’autonomia di 270 km grazie al peso ridotto e alla buona aerodinamica. Utilizza una batteria da 40kWh, che può essere ricaricata a casa durante la notte (in 6-7 ore, a seconda dell’impianto). Il Jaguar E-type Zero non solo ha la stessa dinamica di guida dell’originale, ma offre prestazioni eccezionali. Copre lo 0-100km / h in soli 5,5sec! Maggiori informazioni su: Jaguar.com

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Tempo di cambiare (riflessione personale)

Vedo in più di una sede accese discussioni sul futuro dell’auto, sulla crescita dell’elettrico, sulla guida autonoma, la connettività.. Piaccia o meno con certe tecnologie ci confronteremo e non tra vent’anni. Io sono un “guidatore analogico” ma il “digitale” mi interessa e le nuove generazioni saranno più concentrate sul muoversi dal punto A al punto B potendo fare altro nel frattempo, non solo il concetto di guida autonoma diventerà normale ma anche la condivsione sarà una prassi diffusa. Certo così muore lo spirito romantico dell’auto, l’odore di benzina, il “brum..brum..” del motore.. Ma il tempo scorre, il petrolio non è eterno e serve un cambio di passo. L’elettrico costituisce un reale scenario ma restano alcuni punti pratici da sistemare: fonti rinnovabili per la ricarica, diffusione delle infrastrutture e smaltimento delle batterie esauste. I nostri figli e nipoti si muveranno ancora su ruote ma in un modo diverso e con uno spirito diverso. Non nego l’affezione per l’epopea del motore termico con tutte le sue “lussuriose” derivazioni ma non si può non tenere conto che si drovrà per forza passare oltre.

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BMW iVision Dynamic: Bayerische electricity

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L’anti-Tesla secondo BMW. A Francoforte, BMW ha mostrato l’ultima novità della serie i: la concept iVision Dynamics. Con una velocità massima di 200 km/h e uno 0-100 in quattro secondi. L’iVision è parte del progetto di ampliamento della gamma BMW per il mercato delle auto elettriche e ibride. Il CEO di BMW, Harald Krueger ha dichiarato:”La nostra priorità è la mobilità elettrica”, la casa dell’elica ha pianificato 25 modelli elettrificati (12 di essi completamente elettrici) entro l’anno 2025. L’iVision Dynamic ha un’autonomia di 600 chilometri, per cui si rivolge dichiaratamente al mercato di Tesla Model S. La casa ha dichiarato anche che l’auto andrà in produzione, sperando che la vettura di serie mantenga il look di grande effetto del prototipo.

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The Tesla fighter according BMW. At the Frankfurt auto show, BMW showed the latest addition to its i Series: the four-door iVision Dynamics concept car. With a top speed of 200 km/h and a 0-100 km/h (64 MPH) in 4 seconds. The iVision is part of the company’s plan to bring EVs and hybrids to the market. BMW CEO Harald Krueger said “Our top priority is electric mobility”. BMW is planning 25 electrified vehicles (12 of them fully electric) by the year 2025. The iVision Dynamic has an estimated range of 600 km (373 miles), so it’s clearly targeting the Tesla Model S market. The automaker promised that this car would go into production, we hope with the same stylish design.

(photos from www.engadget.com)

Cummins Aeos: truck from the future

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Cummins, the giant of engines, has recently presented its own electric semi tractor, as reported by Road Show headline. The concept of Urban Hauler Tractor, also called AEOS shown at its Columbus Technical Center (USA). Few technical information given, except the presence of a 140 kWh battery, which allows an autonomy of about 160 kilometers that can be extended up to 480 km installing some additional batteries. It is therefore a vehicle that is more suitable for city transports, unlike the truck coming soon from Tesla for which it speaks of a basic autonomy between 320 and 480 km. Charging the Cummins AEOS is fast, it will take an hour to recover the full power, and the start of production is expected by 2019. It’s time to see what Elon Musk’s proposal will be.

cummins-aeos_2Cummins, gigante dei motori, ha presentato nei giorni scorsi la propria motrice elettrica per autotreni, come riportato dalla testata Road Show. Si tratta del concept Urban Hauler Tractor, denominato anche AEOS esposto presso il suo centro tecnico di Columbus (USA). Poche le informazioni tecniche diffuse, se non la presenza di una batteria da 140 kWh, che permette un’autonomia di circa 160 chilometri che si può estendere fino a 480 km installando alcune batterie aggiuntive. Si tratta quindi di una motrice più adatta a spostamenti cittadini o comunque abbastanza brevi, a differenza della motrice in studio da Tesla per cui si parla di un’autonomia base compresa tra 320 e 480 km. La ricarica del Cummins AEOS è veloce, servirà un’ora per recuperare l’energia completa, e l’inizio della produzione di serie è attesa per il 2019. Ora resta da vedere quale sarà la proposta di Elon Musk.

DeLorean MARTY project

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Gli ingegneri di Stanford hanno costruito una DeLorean a guida autonoma in grado di eseguire drifting stabile e preciso, con ampi angoli, al fine di studiare come le automobili gestiscono situazioni estreme per poter poi arrivare allo sviluppo di protocolli di sicurezza autonomi. I partner Revs Program di Stanford e Renovo Motors hanno quindi presentato l’ultima aggiunta alla flotta di ricerca di Stanford. Soprannominato MARTY – acronimo di “Multiple Actuator Research Test bed for Yaw control” (Attuatore multiplo di ricerca per la prova del controllo di imbardata) – la vettura è già dimostrando di essere un ottimo veicolo per la ricerca da parte degli studenti. Oltre a rendere omaggio al film, Ritorno al futuro, il nome MARTY permette di comprendere meglio i tipi di ricerca da effettuare da parte del team, che è stata determinata principalmente da Jonathan Goh, uno studente laureato in ingegneria meccanica nel Dynamic Design Lab (DDL) del prof. Gerdes. Il controllo elettronico della stabilità, o ESC, è ormai una dotazione nella maggior parte delle auto moderne e permette alla macchina di rimanere entro i confini di una gestione stabile, ad esempio, controllando i freni o addirittura tagliando la potenza del motore in caso di necessità. MARTY è stato costruito in collaborazione con Renovo Motors, una start-up automobilistica con sede nella Silicon Valley che si è specializzata nella costruzione di tecnologie avanzate per veicoli elettrici. Lavorando a stretto contatto hanno fornito al team di Stanford l’accesso a una nuova piattaforma derivata dalla supercar elettrica di Renovo che una straordinaria spinta alle ruote posteriori in una frazione di secondo e che consente un controllo preciso delle forze necessarie alla gestione della derapata. Poiché i sistemi sono tutti gestiti da un’unità computerizzata centrale, il processo di integrazione è stato molto rapido e Goh ed i suoi colleghi sono stati in grado di rimettere su strada la macchina pochi mesi dopo aver eliminato il motore termico originale.

(Estratto da http://news.stanford.edu/2015/10/20/marty-autonomous-delorean-102015/ by Bjorn Carey)

Stanford engineers built an autonomous DeLorean capable of stable, precise drifting at large angles in order to study how cars perform in extreme situations, which could ultimately guide the development of autonomous safety protocols. Partners Revs Program at Stanford and Renovo Motors unveiled the latest addition to Stanford’s research fleet. Nicknamed MARTY – short for Multiple Actuator Research Test bed for Yaw control – the car is already proving to be an excellent vehicle for student-driven research. In addition to paying homage to the movie, Back to the Future, the name MARTY provides insight to the types of research to be carried out by the team, which has been driven primarily by Jonathan Goh, a mechanical engineering graduate student in Gerdes’ Dynamic Design Lab (DDL). Electronic stability control, or ESC, is a feature in most modern cars that ensures that the car stays within the boundaries of stable handling by, for example, applying brakes to certain wheels or even cutting engine power when needed. MARTY was built in collaboration with Renovo Motors, an automotive start-up based in Silicon Valley that specializes in building advanced electric vehicle technology. Working closely together gave the Stanford team early access to a brand new platform derived from Renovo’s electric supercar that delivers 4,000 pound-feet from on-motor gearboxes to the rear wheels in a fraction of a second – allowing precise control of the forces required to drift. Because the systems are all managed by a central API, the integration process was very rapid and Goh and his colleagues were able to get the car back on the road just a few months after pulling the original gasoline engine.

(from http://news.stanford.edu/2015/10/20/marty-autonomous-delorean-102015/ by Bjorn Carey)