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Accessori e strumenti della “convergenza digitale”

Confesso che molte volte io per primo ho avuto dei dubbi e dei sospetti che la “convergenza digitale” dove le tecnologie si sono affiancate, mescolate, fuse e sovrapposte fosse tutta una scusa per giocare con nuovi “giocattoli”, poi col tempo e con un recente seminario (grazie a Giampiero Nadali e a Elisabetta Tosi di fermentidigitali.com) ho compreso che il tempo speso a coltivare spazi virtuali e metodiche di collegamento col mondo, sempre più individuali e personali non erano un mero gioco o almeno non solo.

Il blog personale, lo spazio su facebook e su altri social media può rivelarsi un’ottima occasione di incontro e conoscenza anche a livello professionale, un punto di contatto virtuale per agire e fare business nel mondo reale. E così i nuovi strumenti come smartphone e tablet si rivelano essenziali device per mantenere i contatti e per far crescere il reciproco scambio di informazioni utili senza pedere di vista lo scopo finale: offrire un prodotto, sia esso un servizio o un un oggetto specifico.

Gli strumenti della comunicazione di quello che viene definito il Web 2.0, hanno sì reso possibile lo spreco di tempo per molti davanti ad un video ma hanno anche moltiplicato le occasioni di contatto, i “luoghi” di incontro dove mostrare la nostra “merce” e dove vedere e trovare quello che ci può servire. Tenere un blog per molte persone è una forma di psicanalisi a buon mercato, ma a livello professionale è l’occasione di parlare e far parlare di noi, fare circolare le informazioni siano esse puri commenti amichevoli o suggerimeti tecnici per migliorare e sviluppare la nostra attività.

Lo scorso anno ho seguito un corso base di web design tenuto da un eccellente professionista Francesco Casale (nuguerrilla.com) che mi ha edotto sulle basi di certe logiche web, sulla dinamica e la tecnica di costruzione di un sito e relativo funzionamento, non posso dire d’esser diventato un esperto ma indubbiamente ora comprendo il lavoro di forma e contenuto che una pagina internet comporta per comunicare un valore aggiunto, il nostro valore aggiunto. In quest’ottica gli strumenti mobili di comunicazione sono essenziali accessori e comprimari della nostra comunicazione a 360°.

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Corso di “Comunicazione e packaging del vino”

All’insegna dell’aggiornamento e della formazione continua (concetto mai abbastanza sviluppato in Italia), mi sono iscritto ad un interessantissimo corso organizzato dall’Università degli Studi di Verona e si tiene presso la sua sede a San Floriano (nella foto), un corso di comunicazione e packaging che punta ad introdurre in un settore classico come il vino la nuova comunicazione del web 2.0 (il web al tempo dei social media) e a illustrare tecniche e dinamiche della comunicazione (anche grafica) per rendere più vicino produttore e cliente finale. Il corso non si avvale di docenti universtari ma bensì di specialisti e professionisti della comunicazione, del marketing, della pubblicità e della grafica, una sbirciata nel futuro della comunicazione, un futuro che è già cominciato.