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Driven by Bacon: 1st bacon grease fueled bike

Non so quanto sia ecologica e raffinata ma di sicuro è mobilità alternativa, Driven by Bacon è un’iniziativa squisitamente pubblicitaria con il patrocinio di Black Label bacon della Hormel un marchio familiare alla grande distribuzione americana e a tutti i buongustai a stelle e strisce. Si tratta di un coast to coast che prende il via dal San Diego Bacon Fest in sella ad una cafe racer alternativa il cui motore è derivato da una rara moto enduro diesel (Track T-800 CDI prodotta da EVA Products BV) prodotta in poche unità e fatta arrivare dall’Olanda, questa unità che ricorda il primo diesel montato sulle Smart, è un 3 cilindri 800cc con un consumo dichiarato di 100 miglia per gallone e adattato e modificato per essere alimentato con il grasso del bacon. Il sito Driven by Bacon presenta la moto e il procedere di questo bizzarro viaggio attraverso il Nord America. Una moto a bacon di sicuro non consuma carburanti di origine fossile ma non scommetterei sulle emissioni, magari il co2 sarà sotto controllo ma il profumo lasciato lungo la strada potrebbe sollevare entusiasmi o perplessità.

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Zero Motorcycles ZERO FX: electric off-road

Il costruttore californiano Zero Motorcycles vanta l’offerta più completa di motociclette elettriche contando su 3 modelli: La stradale ZERO SR, l’enduro / scrambler ZERO DS e una agilissima moto off-road denominata ZERO FX.

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In questo articolo in particolare voglio presentare la FX, un mezzo dalle notevoli doti di fuoristrada dotato di un motore Z-FORCE 75-5 brevettato raffreddato ad aria in grado di fornire un’accelerazione fulminante (mai come in questo caso l’aggettivo è meritato) attraverso una trasmissione diretta senza frizione con cinghia dentata in carbonio. Il telaio è in alluminio, la forcella anteriore a steli rovesciato è totalmente regolabile, i freni sono a disco (all’anteriore c’è un freno della Nissin). Due sono gli allestimenti del modello in base alla potenza erogata e al tipo di batteria installata: la FX ZF 2.8 con 27CV e la FX ZF 5.7 con ben 44CV. Il pacco batterie a ioni di Litio è anch’esso un brevetto registrato sotto il nome Z-FORCE, in condizioni di ricarica da rete standard a 220V la durata massima è di poco meno di 8 ore usando il solo ricaricatore di bordo e si può scendere a un’ora e mezza con uno dei sistemi rapidi opzionali. La moto pesa attorno ai 130kg e nella versione di maggiori potenza e con accumulatori più potenti può percorrere 87 Km su percorsi misti mentre in città arriva a 113 Km. Il prezzo per questa silenziosa off-road a due ruote è di circa 8700 euro. Al momento non ci sono concessionari in Italia, i più vicini sono in Austria e Germania.

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Per maggiori informazioni e dettagli su questa moto e la gamma ZERO visitate: http://www.zeromotorcycles.com/

Mission R by Mission Motorcycles: electric bullet

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L’azienda californiana Mission Motorcycles di San Francisco (https://www.mission-motorcycles.com/) propone, forse, la più avanzata moto elettrica sportiva che si può trovare sul mercato. Sportiva e sportivissima, queste le due declinazioni del listino: Mission R e Mission RS con prestazioni davvero straordinarie. La “normale” R infatti monta un motore elettrico trifase a induzione raffreddato a liquido con potenza di 163CV e trasmissione monomarcia ed è capace di uno 0-100 km/h in 3 secondi, velocità massima di circa 230 Km/h con un’autonomia minima (con il primo dei tre step di batteria 12kWh gli altri sono 15 e 17) di 170 km nell’uso misto e un tempo di ricarica massimo da rete a 220V di un’ora e 40 minuti. La moto vanta un design e una ciclistica degni delle più blasonate sportive europee a motore termico, monta freni della italiana Brembo, ammortizzatori Ohlins e cerchi Marchesini. Il motore e la sua impressionante potenza è gestito da una tecnologia proprietaria denominata InfiniteDrive TM che permette con un computer integrato di bordo di gestire la mappatura dell’acceleratore, della frenata rigenerativa (che ricarica le batterie) e la gestione in remoto dei dati del mezzo. Tutto questo ha un prezzo: l’equivalente di circa 24000 euro per la più “tranquilla” R con batteria da 12kWh per arrivare ai quasi 55000 euro della RS con pacchetto GP. Davvero impressionate per stile e potenza questo gioiello della tecnica su due ruote è al momento in vendita solo sul sito (non pare esserci rete di rivenditori).

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Fotografando un piccolo mondo antico.. ma non troppo

Qualche tempo fa ho avuto il piacere di fare degli scatti per un amico che apriva il suo nuovo agriturismo ( Ca’ La Pergola ), è stato davvero affascinante partecipare all’inizio di una nuova avventura ed Enrico è la persona giusta. Una persona cortese ed accogliente che riceve ed ospita in un luogo pieno di pace e immerso nel verde. Certe volte fare il fotografo è un’autentica fortuna.
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Esercizi di design: P77 Watches on fewsome.com

Quasi due anni fa mi sono imbattuto in un sito svedese (fewsome.com) che offre la possibilità di costruirsi un orologio da polso scegliendo alcune componenti e arrivando perfino alla possibilità di disegnare la grafica del quadrante, per un “malato” come il sottoscritto è stato un vero invito a nozze. Poter creare gli orologi che si hanno in mente è davvero un piacere ed è anche piccolo e leggero esercizio di design industriale. Alla fine mi sono fatto prendere la mano e ho progettato più di duecento modelli in alcuni casi prendendo spunto dai classici e in altri casi seguendo la fantasia. Ecco il link all’area dove sono salvati i frutti del mio lavoro di “designer”: P77 Watches

Instagram: gioco & business

E alla fine Instagram, il social fotografico più famoso tra gli utenti iPhone, approda su piattaforma Android e cambia anche proprietario per la modica cifra di un miliardo di dollari cadendo in mani “nemiche” e cioè tra quelle di Mark Zuckerberg il discusso padre di Facebook. Io sono un “instagrammer” appassionato ma in questo cambio epocale non c’ho visto la tragedia che in molti invece hanno iniziato a celebrare con petizioni e inni alla rivolta con qualcuno che già incita all’uso di PicPlz per non restare fedeli all’App passata al “nemico”. Credo che Mr. Zuckerberg abbia tutto l’interesse a mantenere e, al limite, potenziare Instagram anche perchè ora gli upload fotografici aumenteranno in modo esponenziale considerato che gli utenti Android potranno condividere le loro creazioni fotografiche. Poi frugando attorno al sito Statigram (dove vedere il proprio account Instagram da pc) ho scoperto un mondo a parte, il mondo dei business che da Instagram si diramano come Keepsy che permette in veloci mosse di creare un libro fotografico con i propri scatti o un calendario con cui omaggiare amici e parenti a Natale o come Casetagram che offre la possibilità di creare un’unica ed esclusiva cover per il vostro melafonino o lo sfizio di nuove calamite per i memo sul vostro frigorifero made in StickyGram, il social è gratuito ma attorno si crea un mondo di business tutt’altro che virtuale. Un gioco creativo che si tramuta in un bel mucchio di oggetti reali tra le vostre mani e di soldi nelle mani di altri brillanti “inventori”. Anche solo l’idea di trasformare un scatto fatto durante le follie di un weekend in un quadro per la vostra taverna o la vostra camera ha già un indirizzo, anzi due: Instacanvas e/o BumbleJax. La fotografia di cui sono molto appassionato prima col digitale e ora col social è diventata un’arte di massa, uno strumento creativo nelle mani di tutti, chi più bravo e chi meno, ma ad ogni modo offerto a tutti anche a chi non ha una macchina fotografica ma “solo” uno smartphone o un device mobile che permetta di fare foto e di elaborarle con App più o meno sofisticate. Siamo più che mai nell’era dell’immagine.

Accessori e strumenti della “convergenza digitale”

Confesso che molte volte io per primo ho avuto dei dubbi e dei sospetti che la “convergenza digitale” dove le tecnologie si sono affiancate, mescolate, fuse e sovrapposte fosse tutta una scusa per giocare con nuovi “giocattoli”, poi col tempo e con un recente seminario (grazie a Giampiero Nadali e a Elisabetta Tosi di fermentidigitali.com) ho compreso che il tempo speso a coltivare spazi virtuali e metodiche di collegamento col mondo, sempre più individuali e personali non erano un mero gioco o almeno non solo.

Il blog personale, lo spazio su facebook e su altri social media può rivelarsi un’ottima occasione di incontro e conoscenza anche a livello professionale, un punto di contatto virtuale per agire e fare business nel mondo reale. E così i nuovi strumenti come smartphone e tablet si rivelano essenziali device per mantenere i contatti e per far crescere il reciproco scambio di informazioni utili senza pedere di vista lo scopo finale: offrire un prodotto, sia esso un servizio o un un oggetto specifico.

Gli strumenti della comunicazione di quello che viene definito il Web 2.0, hanno sì reso possibile lo spreco di tempo per molti davanti ad un video ma hanno anche moltiplicato le occasioni di contatto, i “luoghi” di incontro dove mostrare la nostra “merce” e dove vedere e trovare quello che ci può servire. Tenere un blog per molte persone è una forma di psicanalisi a buon mercato, ma a livello professionale è l’occasione di parlare e far parlare di noi, fare circolare le informazioni siano esse puri commenti amichevoli o suggerimeti tecnici per migliorare e sviluppare la nostra attività.

Lo scorso anno ho seguito un corso base di web design tenuto da un eccellente professionista Francesco Casale (nuguerrilla.com) che mi ha edotto sulle basi di certe logiche web, sulla dinamica e la tecnica di costruzione di un sito e relativo funzionamento, non posso dire d’esser diventato un esperto ma indubbiamente ora comprendo il lavoro di forma e contenuto che una pagina internet comporta per comunicare un valore aggiunto, il nostro valore aggiunto. In quest’ottica gli strumenti mobili di comunicazione sono essenziali accessori e comprimari della nostra comunicazione a 360°.